Commercio Equosolidale

Cos'è e come funziona il Fair Trade

Il commercio equo e solidale o fair trade è una grande utopia concreta nata nel nord Europa a metà del '900: trade not aid, cioè non aiutare i Paesi poveri con la beneficenza, ma pagando un giusto prezzo quello che producono. La povertà è infatti causata dall'ingiustizia delle relazioni economiche e politiche, dal fatto che paghiamo ai contadini e artigiani del Sud del mondo, per tutte le merci che acquistiamo, un prezzo troppo basso che non permette loro di vivere.

Il commercio equo fa 7 cose importanti:

1) costruisce relazioni dirette fra produttori e consumatori (o con meno intermediazioni possibili)

2) paga un prezzo giusto a chi produce i beni alimentari o artigianali che importa: è un prezzo concordato con il produttore, anche quando la Borsa dice che il costo di mercato di quel bene è più basso

3) pre-finanzia i produttori, cioè li paga prima che la merce arrivi in Europa, affinché non siano costretti a rivolgersi alle banche a condizioni proibitive

4) privilegia la continuità nelle relazioni: non cambia cioè fornitore quando trova un prezzo migliore da un'altra parte

5) finanzia progetti sociali e culturali nelle comunità dove vivono i produttori, in base alle loro esigenze

6) garantisce l'assenza di sfruttamento del lavoro minorile

7) monitora il rispetto dei diritti dei lavoratori, delle donne, il rispetto dell'ambiente.

Oggi il commercio equo e solidale si sviluppa anche con produttori italiani perché anche qui esistono molte realtà da sostenere e alle quali è importante offrire un mercato, perché non solo fanno prodotti buoni, ma anche "etici", con un forte contenuto sociale. In un momento di crisi contribuire al rafforzamento del tessuto sociale è fondamentale: promozione del lavoro regolare (contro lavoro nero in genere e caporalato), progetti di inclusione sociale (per disabili, carcerati, rifugiati), progetti ambientalmente interessanti, di recupero di colture o lavorazioni antiche, di coltivazione di terreni confiscati alle mafie, ecc.

Da consumatori passivi possiamo diventare consum-attori, scegliere consapevolmente cosa e quanto comprare (magari meno quantità e più qualità), perché la nostra spesa è come un voto: se compriamo qualcosa stiamo sostenendo una realtà che può essere positiva oppure dannosa per le persone o per l'ambiente. Servono perciò più informazioni su chi produce quello che compriamo.

La Bottega Solidale è la nostra vetrina in città, dove trovare i prodotti provenienti da cooperative e produttori del circuito del commercio equo e solidale, ma anche libri e strumenti per approfondire le problematiche sociali ed economiche, informazioni su altre culture, informazioni su eventi interessanti a livello locale e nazionale.